lunedì 2 giugno 2008

Maradona

Questa volta Emir Kusturica mi ha veramente stupito. E' riuscito a mettere in scena l'attore Maradona così com'è: unico, spontaneo e vero. Una giusta alchimia di Eros e Thanatos. Un uomo che non ha incantato il mondo solo con le sue giocate ma anche con il modo di pensare. Diego ha sempre detto in faccia quello che pensava, sia che si trattasse di un politico o del vicino della porta accanto. Del film mi ha colpito molto la parte fragile di Maradona: il capitolo droga. Il campione argentino dribblava avversari, vinceva da solo il mondiale con la sua Argentina e portava il Napoli a vincere la serie A, ma perdeva in casa la sfida più difficile. La cocaina gli faceva perdere il contatto con la vita e la famiglia ma per sua fortuna la moglie Claudia lo ha sempre protetto, difeso e colmato le sue mancanze nei confronti delle figlie Dalma e Giannina.
Nel film "La mano de Dios" si racconta svelando aneddoti interessanti. Come quando Carlo d'Inghilterra chiese di poterlo conoscere ma lui si rifiutò dicendo che a lui non interessava incontrarlo. Tra le massime del "Pibe de oro" mi piace ricordarne una. Quando Maradona dialoga con Kusturica dice: "Se nonostante la droga sono riuscito a diventare quello che sono pensa senza cocaina che razza di giocatore sarei potuto essere". Grande personaggio.


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